Con l’aumentare dell’interconnessione nel mondo digitale e soprattutto con l’uso di internet, il tema della Cyber Security diventa sempre più importante al fine di prevenire e limitare dei rischi che possono causare anche ingenti danni. Esso è anche diventato il pilastro fondamentale per la tutela dello sviluppo tecnologico, che non riguarda solo la sicurezza delle reti ma anche tutti gli altri aspetti e settori delle attività umane.

La definizione di Gibson

Il termine che utilizziamo quotidianamente come “Cyberspazio” ha origine dalla parola greca Kyber che vuole dire “navigare” e sta ad indicare uno spazio effettivamente navigabile. L’inventore di questa espressione è lo scrittore William Gibson che nel suo romanzo “Neuromante” del 1984 lo descrisse come uno spazio digitale e navigabile, un mondo elettronico visuale e colorato nel quale individui e società interagiscono attraverso le informazioni.

Per Gibson il cyberspazio è citando: “Un’allucinazione vissuta consensualmente ogni giorno da miliardi di operatori legali, in ogni nazione, da bambini a cui vengono insegnati i concetti matematici…Una rappresentazione grafica di dati ricavati dai banchi di ogni computer del sistema umano. Impensabile complessità. Linee di luce allineate nel non spazio della mente, ammassi e costellazioni di dati. Come le luci di una città, che si allontanano…”.

Il Quinto Dominio

Un tentativo di definizione più moderno:

Il Cyberspace è un dominio globale e dinamico (soggetto a un cambiamento continuo) caratterizzato dall’uso combinato di uno spettro elettronico ed elettromagnetico, con lo scopo di creare, immagazzinare, modificare, scambiare, condividere ed estrarre, utilizzare, eliminare informazioni, gestire e compromettere beni fisici.

Cfr How would you define Cyberspace?

In altri termini, questo universo di reti digitali e di computer è un nuovo fronte culturale ed economico, un mondo nel quale multinazionali, corporazioni e pirati informatici si scontrano per la conquista dei dati e delle informazioni. Un vero e proprio nuovo “campo di battaglia” virtuale. Il cosiddetto Quinto Dominio, dopo Aria, Terra, Mare e Spazio.

Esso è rappresentato da un ambiente virtuale che consente di accedere a tutte le informazioni raccolte in banche dati rendendo possibile l’interscambio fra molteplici utenti.

Così come lo immaginava Gibson, oggi il cyberspace viene definito come un ambiente composto da infrastrutture computerizzate tra cui software, hardware, utenti, big data e tutte le interrelazioni che esistono tra loro. Fanno parte di questo ambiente soprattutto internet of things, le reti di comunicazione e tutti quei dispositivi dotati di connessioni i cui caratteri principali sono l’illimitatezza e l’immaterialità.

Tale spazio immateriale e incalcolabile, realizzatosi con lo sviluppo del cloud computing, comporta anche diversi rischi circa la “volatilità” delle informazioni memorizzate, la crittografia eventualmente utilizzata e il tipo di approccio alla sicurezza dei dati.

Fanno parte di questo ambiente soprattutto Internet of things, le reti di comunicazione e tutti quei dispositivi dotati di connessioni i cui caratteri principali sono l’illimitatezza e l’immaterialità.

Tuttora questi processi si realizzano e si moltiplicano in modo smisurato attraverso l’uso di internet che, da mezzo di interazione e condivisione, è diventato il centro operativo di gran parte delle operazioni politiche, sociali, economiche e commerciali.

Oggi lo Cyber Space è sempre più il luogo della competizione strategica. La sua accessibilità a basso costo e la pervasività lo rendono il luogo ideale per la proliferazione di minacce vecchie e nuove.

Dalla militarizzazione all’attività delle reti criminali, il mondo virtuale rischia di essere il luogo del caos assoluto, se non adeguatamente governato da regole condivise. Per gli operatori di intelligence di ogni Paese la tutela della sicurezza nazionale dalle minacce cibernetiche è una nuova, importante sfida.